Il pagellone della 5° giornata


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Turno infrasettimanale in piena linea con l'andamento del campionato fin'ora disputato: a turno le big stentano (salvo l'Inter che colleziona la 5° vittoria con il minimo scarto) e tante sorprese: Fiorentina al secondo posto, Sassuolo maturo e cinico, Chievo solido e spietato.

Diamo i voti a questa 5° giornata di Serie A.

Voto 10: Di Francesco
Sta costruendo veramente un bel giocattolo insieme al presidente Squinzi: la programmazione (e la pazienza) ripaga. Sono l'esempio di tutto ciò che andrebbe fatto, ma che nessuno (in maniera tapina) in Italia fa: scelte oculate, progetto costruito su un gruppo solido e innesti intelligenti e funzionali, all'insegna della continuità. Nel Bel Paese si esonera troppo velocemente.

La facilità con la quale la squadra emiliana cambi interpreti ma ottenga sempre ottimi risultati è lampante su quanto incida la mano di Eusebio.

Chapeau

Voto 9: Bonaventura
Grandi nomi sono passati sul taccuino di Galliani: Kondogbia, Witsel, Gundogan e tanti altri.
Ma a trascinare il Milan c'è sempre lui, preso per un tozzo di pane sul gong nel mercato estivo del 2014 ma con un peso specifico pazzesco. Jack gioca sempre meglio e convince sempre più. 
Se ne parla troppo poco.

Voto 8: Eder
Altro trascinatore: sul suo gol c'è lo zampino di un De Sanctis non perfetto, ma non è re dei cannonieri a caso. Nelle ultime due stagioni la sua crescita è esponenziale, diventando il trascinatore della banda allegra di Zenga.
6 gol in campionato in 5 partite e tanta umiltà. In molti dovrebbero prendere spunto da lui.

Voto 7: Carpi / Frosinone
Hanno fatto quello che dovevano: hanno cercato di contenere quanto più possibile l'avversario più blasonato e hanno aspettato l'occasione giusta per colpire. Nel caso degli emiliani, non c'è stato bisogno della stoccata vincente per portare a casa un insperato punto; per i ciociari, invece, si è dovuti aspettare l'ultimo minuto per ottenere un pareggio che sa di vittoria.

Per due risultati storici.

Voto 6: Milan
E' la media di un primo tempo atomico e un secondo da horror. Mihajlovic lo sa ed era giustamente infuriato a fine partita.
L'equilibrio è ancora lontano, ma il minimo sindacabile per una squadra che vuole tornare nell'Europa (possibilmente quella che conta) contro una squadra in crisi come l'Udinese (4 sconfitte consecutive) è stato ottenuto. 
Da rivedere

Voto 5: Torino
Lo abbiamo tanto lodato. Ma in questa circostanza, per quanto possa essere ostico il Chievo in casa, non possiamo esimerci dal bocciare la banda Ventura. La mancata maturità nel leggere al meglio la partita e prendere un gol in contropiede (la retroguardia troppo sguarnita, specialmente contro una squadra specialista in questo tipo di gioco) è stato un errore fatale.

Voto 4: Iachini
Il suo Palermo, dopo le vittorie nelle prime due giornate, balbetta.
Niente gioco spumeggiante e tanta difficoltà in fase offensiva (l'unico gol di una punta porta la firma di Djurdjevic, su papera di Benussi).
Il nervosismo è palpabile, con il tecnico che si fa anche cacciare.
Cambiare rotta quanto prima possibile, per le coronarie di Zamparini.

Voto 3: Valdifiori
Era il faro dell'Empoli lo scorso anno. Sarri lo ha voluto con se a tutti i costi, per il suo nuovo corso a Napoli. Ma il regista azzurro non convince, la realtà partenopea al momento sembra pesargli e non poco, tanto da far tornare in auge Jorginho, molto più di un'alternativa in questo momento.
Speriamo che per Mirko sia solo un periodo dovuto all'ambientamento necessario quando si passa da una realtà protetta come la squadra toscana alla piazza campana, ma l'impressione (al momento) è che il giocatore sia più adatto a realtà più provinciali.
In attesa di ricrederci.

Voto 2: Juventus
Turn over massiccio, idee tattiche confuse e poca brillantezza.
La rivoluzione estiva, necessaria tanto quanto preventivata, sta lasciando più strascichi del previsto ed è bastato il match con il Frosinone per tornare sul banco degli imputati.
Quello che preoccupa nei bianconeri è l'incapacità di risolvere partite complesse, anche se superiori.
Non a caso le due vittorie stagionali sono avvenute o con le giocate dei singoli (Pogba e Morata a Manchester) o per colpi di fortuna (l'autogol di Lamanna Domenica).
Tutto ciò non fa che rinsaldare le idee di chi dice che il tecnico vinca sempre per luce riflessa: anche al Milan, al secondo anno, non riusci a vincere, nonostante una squadra sulla carta più forte (fu il primo scudetto dell'era Conte).

Voto 1: Pandev
Per il grifone è un periodo complesso, il gioco spumeggiante che ha spinto la banda Gasp fino all'Europa è solo un lontano ricordo e a risentirne sono sopratutto i giocatori offensivi, quelli tendenzialmente più esaltati dal gioco del tecnico.
Ma il gesto folle del macedone, sopratutto considerata la sua esperienza, ha dell'incredibile.
Il peggiore questa settimana è lui.

a cura di 
A. Dalpiano

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