Intervista a Mancini e a Felipe Melo dopo la vittoria sul Verona. Melo: “Sono qui per fare la storia”. Mancini “Dobbiamo imparare a chiudere le partite”



Intervista a Mancini e a Felipe Melo dopo la vittoria sul Verona. Melo: “Sono qui per fare la storia”. Mancini “La squadra non gioca male, il Milan ha vinto lo scudetto facendo tanti 1-0. Dobbiamo imparare a chiudere le partite”.


Mancini si presenta alla stampa con 150 panchine in serie A sulle spalle e la tranquillità del vincente. Sfodera  tutto l’aplomb che si è portato dietro dall’esperienza nell’isola della Regina, ma dietro un calma apparente fa capolino il sorriso del primo in classifica.

La squadra sta crescendo, pensa che si sta abituando a gestire gli 1-0?

Le partite, se si riesce, bisogna chiuderle. Stiamo crescendo, abbiamo rischiato  poco. Poi certo, abbiamo sbagliato gli ultimi passaggi ed alcuni palloni per chiudere la partita. Le partite vanno chiuse.

Squadra che nel primo tempo non ha giocato bene, con un ritmo lento nel gioco. Meglio nel secondo tempo?

I primi 20 minuti non mi sono piaciuti, troppo lenti, con i giocatori del Verona che difendevano bene. Poi siamo migliorati nel secondo tempo.

Oggi ha esordito Ljajic, si aspetta di più da questo giocatore?

Ljajic ha qualità straordinarie e da lui, certamente, mi aspetto di più. Sa fare molto, molto di più, ma è arrivato da poco ed ha bisogno di tempo per inserirsi nel gioco della squadra.

Premesso che bisogna giocare meglio, Jovetic, con la sua qualità, è indispensabile per questa squadra?

In Italia si dice sempre questa cosa delle Squadre prime in classifica che vincono 1 a 0. Non esiste una squadra come il Barcellona che gioca bene e vince sempre 5 a 0, a questo punto del campionato. L’ha fatto una volta il Napoli, ma all’inizio del campionato è difficile perché tutte le squadre difendono molto. Non siamo il Barcellona, ma , ripeto, siamo solo all’inizio e dobbiamo lavorare. Chiedete a Costacurta (in studio) se il Milan che ha vinto lo scudetto e che vinceva tante partite 1 a 0 giocava male o se era noioso.
Alla fine il Milan vinse lo scudetto perché era la squadra più forte, anche se concludeva le partite 1 a 0.
 
Lei, Mancini, non ama il turnover, ama le certezze?

Una squadra deve avere una base, poi sono importanti tutti i giocatori nel corso di un’intera stagione.

Ha già vinto con l’Inter, però quella squadra era diversa. Aveva un mattatore come Ibrahimovic e una squadra brava a seguirlo.

Zlatan è bravissimo e a volte risolveva le partite anche se la squadra non giocava benissimo, ma la squadra era solida e compatta. Questa Inter è solida, ma deve imparare a chiudere le partite.

Sapeva che è alla centocinquantesima panchina in serie A?

No, non lo sapevo.
 
Subito dopo la partita dichiarazioni anche da parte di Felipe Melo, che da Cattivissimo Me(lo) diventa Melò e romanticamente bacia la moglie anche se, in cuor suo, sa che il vero amore è Mancini.

Melo, 1 gol. Adesso è Felice Melo?

Felice perché abbiamo lottato fino alla fine. Non è stata la mia miglior prestazione, ma abbiamo lottato. Ringrazio Dio! (lo ripeterà più volte durante l’intervista).

Cosa ha urlato, nel primo tempo, Mancini?

Di far girare più velocemente la palla, ma non è facile giocare con una squadra che aveva tutti dietro la palla. Loro difendevano bene, sono forti, sono tutti alti e sono forti fisicamente.

Cosa risponde a chi dice che l’Inter gioca male?

Di guardare il Barcellona

Si aspettava di entrare subito nel cuore dei tifosi dell’Inter?

Quando sono arrivato qua ho detto che voglio fare la storia con l’Inter, come con il Galatasaray. Sono abituato ad avere dei tifosi caldi, come in Turchia, come all’inizio quando giocavo nel Flamengo.
 

Insomma … dammi tre parole “Melo, cuore, amore!”. Mancini ricambia e ringrazia!
 
Aligi Alfani