Allenamento mattutino in preparazione di Inter-Genoa. Il presidente: “ Siamo dei combattenti. Torneremo più forti dopo Napoli”.
IL PUNTO DOPO NAPOLI
L’Inter ha
perso, dopo 7 partite in cui aveva portato a casa punti. L’Inter non è più
prima in classifica, sorpassata proprio da quel Napoli che l’ha punita ieri
sera. L’Inter che sembrava solida, impenetrabile e con i nervi d’acciaio, ieri
ha accusato la bolgia del San Paolo ed il calcio giocato di Maurizio Sarri. Non
voglio essere annoverato nelle schiera di quelli che santificano gli allenatori
e poi li lapidano al primo errore, ma i difetti che la Beneamata aveva
mascherato con squadre meno tecniche ed atletiche del Napoli grazie alla
grinta, ai muscoli e alle giocate dei singoli, a Fuorigrotta sono venuti a
galla come gli gnocchi quando sono cotti.
L’Inter è una bella squadra, Mancini
un bravo allenatore, ma ci sono ancora un bel po’ di ostacoli da superare per
essere una squadra da scudetto. Il Napoli ha giocato, l’Inter no. O almeno ha
giocato solo 35-40 minuti, quando i partenopei erano già avanti di due gol. Con
la difesa solida e dei buoni attaccanti, in Italia, si vincono gli scudetti. Il
discorso è che il Napoli ed altre squadre, ad oggi, a parità di efficienza difensiva, hanno degli attaccanti
migliori dell’Inter. Gonzalo “El Pipita”
Higuain quest’anno è L’Attaccante, con l’articolo determinativo e la A
maiuscola. Anzi, tutto maiuscolo. Higuain è proprio così: un attaccante
maiuscolo. E’ dimagrito nel fisico ma gli è cresciuta la fame di gol. Gli
avversari lo temono, lo marcano con l’ansia dei difensori scarponi di fronte ai
grandi del calcio e, prima o poi, sbagliano qualcosa. Una frazione di secondo
nell’anticipo, un movimento, una diagonale e lui è lì pronto a punirli con la
naturalezza dei grandi del calcio. Icardi non è Higuain e quest’anno sembra più
un Dionisi qualsiasi, con tutto il rispetto per la bravissima punta del
Frosinone che in A sta facendo un figurone.
Gli
allenatori non vanno in campo, ma le responsabilità in caso di incidente sono
sempre del pilota. Mancini ha le sue colpe, e le aveva anche quando era primo
in classifica. In primis, pur non avendo le coppe, applica sistematicamente il
turnover facendo si che la squadra sia fresca ma non abbia un gruppo, uno
nocciolo, uno zoccolo duro di cui fare la propria arma in più.
In secondo luog, per tutta l’estate
ha esatto ali e terzini dalla campagna acquisti e poi, spesso, gioca senza ali
e non ha ancora stabilito chi siano i terzini titolari. Che senso ha pretendere
Alex Telles, presentato come suo uomo di fiducia e Montoya se poi in campo
vanno Juan Jesus, che fluidificante non è, e Nagatomo che ha tutti i limiti che
ha mostrato ieri sera?
Quanto
avrebbe fatto comodo, ieri sera, Felipe Melo a ringhiare sulle corse e sugli
inserimenti di Higuain?
Facile col
senno di poi… ma Jovetic in panchina nelle partite “che contano” non fa bene ne’
a lui, ne’ alla squadra.
Mancio è
bravo e sa meglio di noi (molto meglio, 1000 volte meglio) e forse questa
sconfitta lo aiuterà a guardare la sua amata creatura nerazzurra e le sue scelte con occhi
diversi e più critici. Ha ragione il Presidente Thohir quando dice “ Siamo dei
combattenti, ci rialzeremo dopo questa sconfitta e torneremo più forti di prima”.
L’Inter
2015-2016, per fortuna, è una squadra di gente che non molla ed ha la grinta
del suo allenatore, peccato che non ne abbia anche la classe. Il Genoa sarà il banco di prova per gli atleti
del Biscione. Vedremo se Mancio riuscirà a riportare la nave sulla rotta
maestra o se la sindrome “Roma” dilagherà anche a Milano. E non è per essere
nostalgici e ricordare i tempi in cui la formazione la imparavi a memoria e
quella era, salvo infortunati, ma speriamo che il Mister di Jesi non sacrifichi più la classe di alcuni sull’altare
del turnover. E anche per noi che giochiamo a fantacalcio sarebbe una boccata
di salute.
LA GIORNATA INTERISTA
The show must go on e Napoli e già il passato, mentre Mancini
guarda già al futuro, la partita contro il Genoa a San Siro, Venerdì 5 dicembre
alle 20.45, e ha già fatto tornare la squadra in campo per prepararsi a dovere.
Allenamenti mattutini e poi pomeriggio libero per i
giocatori dell’Inter. Per chi ha giocato la Sfida al San Paolo, stamani,
esercizi defatiganti. Per tutti gli altri menù completo con riscaldamento,
possesso palla, lavoro tecnico-tattico e partitelle finali.
P.S. Basta al campionato spezzatino. Aridatece le partite la
domenica e UN anticipo e UN posticipo al massimo, ma se proprio non se ne può fare a meno!!! Nel dubbio il sabato alle 18.00 uscite con le vostre ragazze/i.


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