Il commento del tifoso Rossonero: “ Caro Milan, perché complicarsi la vita?” A cura di Stefano Martina

Dopo il gusto amarissimo del pareggio interno contro l’Udinese , il Milan di mister Mihajlovic torna finalmente a fare bottino pieno, trovando un’importante iniezione di fiducia in vista del big match del prossimo lunedì sera al San Paolo di Napoli.
C’è Jack di cuori dal primo minuto; il faro del gioco meneghino torna a cavalcare la fascia dopo la pesante assenza contro l’Udinese, Miha può sorridere, davanti torna abile e arruolabile Niang a far da collega di reparto a Bacca. In mezzo scelta obbligata su Bertolacci, causa infortunio di Kucka, il Milan torna dunque in formazione tipo, o  quasi.
ISTANTANEE SUL MATCH
Pronti, via e gli effetti dei graditi ritorni si notano. Siamo solo al minuto tre quando Honda fa le prove col suo mancino, scagliando un siluro indirizzato dritto e teso all’incrocio dei pali, un plastico Perin si rifugia in angolo con un super intervento. Il Milan parte tonico, determinato, disinvolto, intraprendente, mostrando soprattutto un’evoluzione sul piano dell’approccio mentale in avvio match , aspetto nel quale si è mostrato carente in passato, regalando 20-25 minuti abbondanti in diverse occasioni. Questa volta ne bastano solo 5 per sbloccare il risultato: schema da calcio d’angolo, palla che giunge a Montolivo all’altezza della lunetta, il numero 18 riapre sull’esterno verso Bonaventura , che messo in fuorigioco dalla linea genoana in salita , si disinteressa del pallone e attende l’arrivo di Honda, il giapponese salva un pallone complicato che si accinge a varcare la linea di fondo e col suo sinistro “educatissimo” disegna una parabola perfetta verso il centro, spizzata di Niang, quel tanto che basta per servire Bacca alle sue spalle , il colombiano non smentisce tiene fede anche questa volta la legge del primo tiro: gol ! Il Milan passa al quinto, diagonale di collo pieno e Perin battuto. Bacca letale come sempre , il Milan è vivo ed in palla.
La partita scorre via un po’ collosa, pochi guizzi da una parte e dall’altra con una pioggia incessante che non rende la vita facile ai 22 in campo. Un ottimo Montolivo, che si attesta su buoni livelli di continuità e di autostima dirige le operazioni in mezzo al campo. Poche emozioni, solo Suso insidia la retroguardia rossonera al minuto 39 con tiro deviato in corner. Nel frattempo l’integrazione di Berto negli schemi e nelle trame di Sinisa e soci stenta ancora ad arrivare; il 25enne romano non è neanche lontano parente di quello che ammiravamo sotto la lanterna. Forse ancora vittima di uno scarso periodo di forma dovuto ai suoi continui stop fisici, o più semplicemente si trova nel mezzo di un enigmatico dilemma tattico: “ io che sono sempre stato una mezzala da rottura ed inserimento cosa sono venuto a fare in questo Milan? Il metronomo? Il regista? Il mediano?” Insomma, ad oggi non ci è del tutto chiara la definizione tattica del numero 91 rossonero, cerchiamo di assolverlo in attesa di giorni migliori.
HONDA RISVEGLIA UN LUNCH-MATCH SOPORIFERO
Così in stile “andamento lento” si giunge al minuto 65 , quando Honda , letteralmente rinato in questo girone di ritorno, decide di sana pianta di dare una sveglia al popolo di San Siro con una sassata dai 30 metri: stavolta Perin non può arrivarci, complice anche un piazzamento non impeccabile; palla nell’angolino basso di sinistra, esecuzione impeccabile del giapponese , 2 a 0. Quel  famoso due a zero tanto “snobbato” da MIhajlovic nel corso di questo campionato; in svariate circostanze infatti il tecnico ha richiamato i suoi, insistendo sull’idea di dover chiudere i match con un ulteriore gol per evitare cattive sorprese o per lo meno con l’intenzione di farlo e non abbassare la guardia.  E come fosse una profezia puntuale arriva la dormita, proprio quando tutti erano pronti ad scambiarsi le maglie e a tornare al caldo degli spogliatoi. Sull’unico tiro concesso al Genoa dall’interno della nostra area in tutto il match il Milan paga dazio; un diagonale sul quale Donnarumma si salva come può… la palla sale in cielo, e sulla discesa si avventa Cerci che di sfondamento sigla il 2 a 1. La partita termina così, questa volta ce la siamo cavata, nonostante una sofferenza del tutto evitabile considerando l’andamento del match e l’attivo di due gol strameritato nel corso dei 90 minuti. Si fa bottino pieno, tre punti che ci confermano nelle zone medio altre, tra color che sono sospesi, tra sogni di rimonta Champions e rimpianti di punti persi disseminati ovunque.
BALOTELLI , LA PAZIENZA E’ FINITA
Cronaca di una mini-gita turistica a San Siro. Sinisa in versione cuore d’oro regala dapprima il ritorno ( graditissimo ) in campo a Jeremy Menez, con l’auspicio che il nostro miglior giocatore della passata stagione possa cominciare a mettere minuti nelle gambe e ritrovare un discreto stato di forma. Poi tocca a lui, ad un giovane a spasso in quel del Meazza,Mario Balotelli. La sfortuna di questo ragazzo è che pochi istanti dopo il suo ingresso il Genoa segna, il che si traduce in minuti di pathos e sofferenza finali. Ma le sue colpe, le sue colpe… sono mastodontiche. Sono bastati 7 e solo 7 semplici giri di orologio per far andare su tutte le furie Sinisa Mihajlovic, ci è mancato pochissimo perché il nostro mister entrasse in campo a menarlo. Il motivo è presto detto: zero pressing sul portatore di palla genoano, nessuna goccia di sudore versata, maglia pulita e immacolata, sguardo perso un po’ sull’erba un po’ sugli spalti, ci mancava e impugnasse panino e bibita per sembrare un turista modello.
A questo punto non vale neanche più la pena interrogarsi sul carattere di questo ragazzo. Non c’è più tempo, non c’è più voglia di mangiarsi il cervello. Tanti tanti treni persi, tante occasioni non sfruttate, tante persone clementi incontrate per strada… e persino loro hanno perso la pazienza. In cuor mio mi auguro che egli possa innanzitutto tornare ad essere un calciatore, e che possa trovare una dimensione interiore ed esteriore che lo renda finalmente protagonista. Per il bene del mio Milan, invece, mi auguro altrettanto che egli non metta mai più piede in campo con i nostri preziosi colori addosso. Con affetto e stima caro Balo, c’eravamo tanto amati….
PROMOSSI E BOCCIATI
PROMOSSI
Honda – Ebbene si , se avessimo detto qualche mese fa che Honda si sarebbe rivelato utile e decisivo per la causa rossonera ci avrebbero fatto passare per pazzi o ubriachi, ma la realtà attuale racconta proprio questo, un Honda ritrovato, motivato, rinnovato, solido e concreto. Come spiegare questo cambiamento? Detto in poche parole: il grande quesito di questo Milan Sinisiano è sempre stato questo: chi è l’esterno destro di centrocampo ideale per il nostro 4-4-2? Provato Cerci ( i risultati li lascio giudicare a voi) e dato finalmente via “aggratis” ( anche perché il suo cartellino non appartiene a noi) non restava che lui, Honda. Il giapponese ha da subito garantito più sicurezza e solidità nella doppia fase di gioco e col passare del tempo ha insperatamente assunto nuova autostima e fiducia, scalando posizioni  e gerarchie. Lui è uno che, nonostante le critiche, piace a chiunque lo alleni, perché, checchè se ne dica, è uno che incarna la cultura del lavoro e del sacrificio. Oggi abbina una perfetta applicazione nel suo ruolo ad una rara intelligenza tattica, se poi usasse più spesso quel gran sinistro che ha , beh…. Noi milanisti potremmo arrivare a ricrederci definitivamente su di lui. Intendiamoci non è in linea con i leggendari numero 10 della storia rossonera ( prendetene uno a caso e si fa sempre un figurone) ma certamente non è neanche quell’obrobrio che in tantissimi hanno sventolato sulla stampa e sugli spalti. E’ tornato decisivo, speriamo che non si monti la testa e lavori sodo come suo solito.
Antonelli – Ottima prestazione, una sicurezza su quella fascia
Montolivo – Sta trovando una buona continuità , gli manca solo il gol, sfortunatissimo su quel grande destro al volo da corner, palo pieno.
Bacca - Non se ne parla maia abbastanza di questo grande bomber, che va quasi sempre a segno nonostante gli capitino una-due occasioni a partita. Non si può chiedere di più ad un attaccante. Sale a quota 13 in campionato, quasi tutte realizzate al primo tiro in porta in ogni match.
BOCCIATI
Bertolacci – Speriamo che torni quello di Genova, per ora è da “ Chi l’ha visto”
Balotelli – Inutile sprecare ulteriori parole, bocciato in soli 7 minuti: un record. E dice di essere un tifoso del Milan. Dirlo con i tweet è facile, ma l’amore si dimostra! Scriverlo sui muri è roba da ragazzini…




A cura di Stefano Martina

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