ESSERE ULTRAS: Curva Sud Salerno, Il Siberiano è vivo



Secondo appuntamento della nostra rubrica che ci porta all'interno delle Curve italiane. Dopo la Curva Sud Roma oggi scendiamo di categoria calcistica ma non di tifo, anzi. Parliamo della Curva Sud Salerno e degli Ultras salernitani che non hanno più niente da imparare da nessuno, forse hanno da insegnare, sia a livello di tifo che di mentalità.
La Campania rappresenta una regione con fortissima identità Ultras, a prescindere dalle categorie calcistiche di appartenenza, con tante ideologie ancora vive ed altrettante, accesissime, rivalità.
Tuffiamoci allora nella Curva Sud Salerno.

La storia: gli anni fondamentali per raccontare la storia della Salerno Ultras sono due.
1977: come per tanti altri importanti gruppi Ultras gli anni 70 rappresentano l'inizio di un'era.Nel 1977 nascono a Salerno i Panthers '77 dall'iniziativa dei ragazzi che frequentavano gli storici Bar Reale e Bar Nettuno. I Panthers sono ufficialmente il primo nucleo Ultras salernitano che segnerà la strada maestra del tifo organizzato. Lo stadio in quei gloriosi anni era il Donato Vestuti.
1982: nasce in quest'anno la GSF (Granata South Force) dalla fusione dei Panthers con i Fedayn, Fighters, Ultrà e Warriors. Come simbolo hanno la folgore che investe una stella a 5 punte che sta a significare proprio il numero dei gruppi fusi.
I ragazzi della GSF sono cazzuti, compatti, hanno le palle, ma sono anche istrionici, fantasiosi ed ironici. La porta da saloon come ingresso della storica sede è una chicca, il tifo è acceso, caldissimo, incessante sempre e comunque. In questi anni nascono gli storici e inossidabili gemellaggi con il Bari (1983) e la Reggina (1987).
Il 1990 è un anno importante perchè segna la nascita della NG (Nuova Guardia) e degli Ultras Plaitano, la Salernitana ottiene sul campo la promozione in serie B e c'è il passaggio allo Stadio Arechi.

La tragedia: è il 24 maggio 1999, a Piacenza si gioca l'ultima partita del campionato di serie A. Piacenza-Salernitana è per i tifosi granata come la finale di Champions League. E allora si allestisce un treno speciale che porterà oltre 1.500 persone a percorrere 1.400 Km di speranza. La Salernitana perde e retrocede in serie B e sul treno di ritorno scoppia il caos. Seggiolini divelti, vetri in frantumi, atti vandalici a più non posso. Ma purtroppo è solo il male minore. In prossimità dell'arrivo divampa un incendio nella carrozza N. 5 e ci sono quattro vittime, due delle quali hanno 15 e 16 anni, poco di più che bambini. Ciro, Enzo, Simone e Peppe, Salerno non si è scordata di voi.

Il tifo: impossibile definire il tifo dei granata salernitani con un solo aggettivo, me ne vengono in mente decine. Massiccio, coinvolgente, imponente, maestoso, infuocato ma anche satirico ed irriverente. Basti pensare ad alcune coreografie, di cui sono maestri, passate alla storia: stagione 1995-1996 undici fantocci di colore con la maglia veronese e uno striscione "Verona 1996-97",  stagione 2000-2001 "Napoli 10 piani di morbidezza". A mio modo di vedere le cose il tifo salernitano lo definirei all'argentina, ad ogni gol dei granata la Curva sud viene giù ed è bellissima da vedere, i ritmi dei cori sono "a ripetere" senza soluzione di continuità, i colori poi sono uno spettacolo. Jamm a vrè un classico esempio di modo di fare tifo dell'Ultras salernitano, inizialmente abbracciati spalle al campo e dopo un'esplosione di voce senza eguali. Coro esportato in tantissime Curve italiane in varie salse.

Il Siberiano: abbiamo scelto di non parlare dei leader storici delle Curve, non nominarli, per rispetto della privacy e perchè non vogliamo incarnare in singoli elementi le storie pluridecennali dei movimenti Ultras. Questa volta dobbiamo fare una doverosa eccezione, parliamo di Carmine Rinaldi, Il Siberiano. La Curva Sud Salerno porta il suo nome, basterebbe solo questo. Il Siberiano è stato l'emblema della tifoseria organizzata salernitana anche se sarebbe più giusto dire che il suo ricordo vive in ogni cuore pulsante Ultras. Il suo soprannome deriva dalla storica maglia della Salernitana numero 15 a mezza manica che indossava sempre e comunque a prescindere dalle temperature. Gli aneddoti sul Siberiano si sprecano, si racconta di una sua difesa strenua dello striscione GSF da solo contro decine di casertani che caricavano invano. Il Siberiano resistette in attesa dei rinforzi e salvò la pezza. Carmine scompare il 12 aprile 2010 a soli 46 anni durante dei lavori in uno stabilimento balneare, stroncato da un infarto consegnando il suo nome alla storia del mondo Ultras. Il mito del Siberiano è stato capace di valicare ogni confine di rivalità, ricordiamo gli Ultras avellinesi omaggiare la tomba di Carmine con una corona di fiori nel quarto anniversario della sua morte.
Simbolo di un'epoca che non potrà mai più tornare, ciao Siberiano!

Gemellaggi: Bari Reggina Brescia (amicizia)

Rivalità: Cavese Nocerina Casertana Messina Taranto Ternana Perugia Napoli Avellino Fiorentina Verona Atalanta Juve Stabia Cosenza Foggia Lecce (non in ordine di importanza)

Voto generale 8,5
Coreografie 8,5
Tifo 9
Immagine 8

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Ciccio: Squirt & Peroni
 

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