Siamo partiti dal centro con la Curva Sud Roma, poi ci siamo spostati a sud per ammirare la Curva Sud Siberiano di Salerno e oggi andiamo a nord esaminando la Gradinata Nord Genoa.
Devo ammettere, in via del tutto preliminare, che Genova è la città che preferisco a livello di tifoserie, il genovese vive di calcio e la città , stupenda, trasuda amore per i propri colori da tutti i pori, siano essi rossoblu o blucerchiati poco cambia.
Oggi è la volta della Genova rossoblu e del suo splendido grifone.
La storia: "Primi a nascere ultimi a morire" recita uno storico striscione presente nella Gradinata Nord Genoa. Ebbene sì, siamo davanti alla più vecchia società di calcio italiana fondata il 7 settembre 1893, giù il cappello. Parlavamo nel pezzo introduttivo degli anni 70, vero filo conduttore per il mondo Ultras italiano. L'Ultras genoano non fa eccezione, nel 1973 infatti nasce la Fossa dei Grifoni, movimento figlio del Club Ottavio Barbieri, vero baluardo del tifo rossoblu tuttora resistente dal lontano 1970.
La Fossa raccoglie al suo interno diversi movimenti considerati fino ad allora "minori" che danno però vita ad un gruppo Ultras molto rispettato e ad oggi ricordato da tutti. Il Genoa vive anni difficili, si barcamena fra la serie B e addirittura la C ma la Fossa non molla, fa del colore e dell'incitamento in stile inglese (ne parleremo dopo) il suo marchio di fabbrica. Arrivano anche i tempi calcisticamente da ricordare negli anni 90 quando il Genoa di Bagnoli sbarca in Uefa e i tifosi genoani si rendono protagonisti di veri e propri esodi in Europa portando quasi 8.000 persone ad Oviedo e riscuotendo gli applausi dell'intero stadio di Liverpool per il modo di tifare. La Fossa dei Grifoni si scioglie nel 1993 per diversi motivi: contestazione nei confronti del Presidente Spinelli, rapporti a dir poco tesi con forze dell'ordine e stampa locale. Sta di fatto che la Fossa muore proprio nel suo ventesimo anniversario lasciando spazio all'Ottavio Barbieri che prende in mano le redini del tifo.
La tragedia: è il 29 gennaio 1995 e in calendario c'è Genoa Milan allo stadio Ferraris di Genova. Poche ore prima della partita i tifosi delle opposte squadre vengono a contatto, c'è una colluttazione e Simone Barbaglia accoltella a morte Claudio Spagnolo, conosciuto in Gradinata Nord come Spagna. Barbaglia era poco più che diciottenne, disse di aver accoltellato Spagna per paura (il genoano lo affrontava a mani nude). Il calcio si ferma, il mondo Ultras pure. Basta lame basta infami, è questo lo slogan che viene fuori da quel giorno maledetto. Un giorno che di Ultras non ha nulla e che ha fatto pagare un prezzo troppo alto a Claudio e ai suoi cari. Il tempo passa, la memoria no.
Il tifo: bello, non c'è che dire. I cori si alzano decisi, compatti, forti e molto coordinati. L'Ultras genoano incarna perfettamente il suo simbolo, il Grifone, rapace scaltro, arcigno, da rispettare. Se per i salernitani abbiamo parlato di tifo che ricorda l'Argentina con i cori "a ripetere" per i genoani il discorso cambia nello stile ma non nella sostanza fondamentalmente. Sapore fortemente britannico, ispirato alle firm (o viceversa?) e alle evoluzioni delle stesse, la Gradinata Nord conserva intatta la magia tramandata dalla Fossa e fa della voce e del colore il segno distintivo che carica i propri uomini ed emoziona gli avversari. Le coreografie sono uno spettacolo, in ogni derby la Nord si illumina d'immenso, chapeau.
La pecca: parere del tutto personale ovviamente ma non mi piace lo stile inglese. Sarà perchè il Genoa stesso fu fondato dagli inglesi, sarà perchè lo stadio Ferraris è in perfetto stampo britannico, non capisco per quale motivo in Gradinata Nord capeggi un enorme striscione con su scritto You'll Never Walk Alone, grido di battaglia della Kop Liverpool. Capisco ancora meno il motivo di cantare come inno You'll Never Walk Alone, d'accordo, bellissimo, emozionante, ma non è vostro. Una storia Ultras come quella genoana, con radici fortemente radicate al proprio interno, a mio modesto avviso dovrebbe farsi ispirare e non ispirarsi, seppur in dettagli, a qualcuno. Siamo italiani e abbiamo molto da insegnare, ben poco da imparare se parliamo di tifo. Mi auguro che un giorno quello striscione non ci sia più per far posto ad uno in dialetto genovese e che l'inno esalti solo e soltanto il credo genoano. Un giorno all'improvviso è sbarcato in Spagna, Portogallo, Danimarca, perchè rifarsi ad un modello che non ci appartiene?
Gemellaggi: Napoli Catania (amicizia) Vigor Lamezia (amicizia) Ancona (amicizia)
Rivalità :: Sampdoria Spezia Salernitana Bari Roma Milan Atalanta Bologna Brescia Verona Fiorentina Lazio Inter Parma (non in ordine di importanza)
Voto generale: 7,5
Coreografie: 8,5
Tifo: 7,5
Immagine: 7,5
Ciccio: Squirt & Peroni



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