Ad inizio stagione, nessuno avrebbe scommesso sulla vittoria della Juventus (ahimè, nemmeno la sottoscritta), e invece, eccoci qui a parlare del nostro ennesimo record in Serie A: nessuno, prima di noi, è riuscito a vincere uno scudetto partendo così male e vincendo 24 partite su 25!
È stato l’anno della rivoluzione nel mercato estivo, tutti ci davano spacciati senza i vari Pirlo Vidal e Tevez: senza dubbio, i tre pilastri fondamentali fino all'anno scorso. E invece noi abbiamo vinto, dimostrando a tutti che la Juve non è solo un insieme di giocatori, ma è una filosofia, una storia, una mentalità vincente che ti entra dentro e non ti abbandona più: la Juve ti insegna a vincere. Obiettivamente, quando mai una rivoluzione aveva funzionato prima d'ora? Almeno in Italia, gli esempi lampanti di Milan e Inter non ci facevano ben sperare. E chi ci avrebbe più creduto, dopo il gol su punizione di Sansone? Alla fine però, abbiamo dovuto far ricredere anche i più scettici, vincendo il quinto scudetto consecutivo. E vincendolo nel modo più esaltante possibile: partendo malissimo! Una partenza disastrosa che ha reso la meta ancor più voluttuosa! Giuro: la rima non è voluta.
E come è stato possibile “non sentire” la mancanza di campioni dal calibro di Pirlo, Vidal e Tevez? Beh… con il contributo di tutti, ma specialmente di alcuni:
Dybala è riuscito a non farci rimpiangere il nostro amato Tevez, non solo segnando una raffica di gol (16) e sfornando assist al bacio (8), ma deliziandoci con giocate sopraffine manco fossero pennellate da un vero artista dedito all'arte della pittura. Come non innamorarsene? Ho sempre amato Paulo, fin dal primo pallone toccato all'esordio in serie A col Palermo: nonostante fosse ancora molto "acerbo" e inesperto, già s’intuiva lo sconfinato talento. Di certo non mi aspettavo una crescita così repentina, soprattutto al primo anno con la Juventus. Temevo si sarebbe perso nel suo talento e nelle sue giocate, non riuscendo tuttavia ad incidere concretamente in una squadra così concreta e cinica come la nostra. Temevo avrebbe fatto la fine dei tanti “trequartisti” di talento, dalla grande tecnica individuale ma dal carattere debole. Anche se, in lui, vedevo qualcosa di davvero speciale. Infatti, Paulo ha lo sguardo di una tigre ed è dagli occhi che si capisce che è un vero campione. Non mi resta che dire: AAAAAAH COME GIOCA DYBALA! Omaggiando un grandissimo tifoso juventino.
Marchisio e Khedira, seppur a tratti (viste le lunghe assenze per infortuni), alla fine sono riusciti a non farci rimpiangere Vidal e Pirlo. Grazie all'aiuto di Sturaro, Lemina, Hernanes e del mitico Pado: insieme, sono riusciti a rimpiazzarli dignitosamente. Il più talentuoso a mio avviso è Lemina, per il quale mi auguro una grande crescita, sotto i nostri occhi bianconeri!
Una nota di merito va fatta anche a Cuadrado, il quale non è praticamente mai stato impiegato nel suo ruolo naturale, ma è sempre stato sacrificato da Allegri nel 3-5-2 o nel 4-4-2/4-4-3, con l’obbligo di svolgere sia la fase difensiva che quella offensiva. La poca lucidità sotto porta, che in qualche situazione ha macchiato le sue generose prestazioni, è dovuta senz'altro a questo sacrificio tattico e, quindi, è più che giustificabile. Nelle partite importanti però, non ha mai sbagliato ed è lui il responsabile dell’inizio dell’interminabile serie di successi, grazie al suo gol al 94esimo nel Derby contro il Torino.
Non si possono non ringraziare gli eterni e inimitabili Barzagli (The Wall), Bonucci e Chiellini (nonostante la sfortuna), ma anche il mitico guerriero Mandzukic, l’altalenante - ma fortissimo - Morata, che ci è servito nel momento del bisogno e che, dopo aver finalmente risolto i suoi problemi personali, è tornato quello di prima. Ma anche lo stesso Zaza, bomber implacabile che non molla un centimetro e che morde le caviglie a tutti gli avversari, collezionando così una serie incredibile di cartellini gialli che gli hanno permesso inoltre di vincere il titolo di “calciatore più insultato dai Fantallenatori”. Si scherza, ovviamente. Qualunque giocatore al mondo invidia la sua grinta e la sua straripante forza fisica. Grandissimo Simone!
Purtroppo, Asamoah e Pereyra, causa infortuni, sono stati impiegati poco, ma ciò non toglie che li amiamo ugualmente alla follia. La Juventus non è composta dai singoli, bensì è un gruppo di piccoli mattoncini che, insieme, diventano un muro gigantesco e invalicabile. E chiunque fa parte di questo gruppo, è automaticamente un vincente.
Altro tassello fondamentale per il finale di stagione è stato senz’altro Daniele Rugani, che proprio contro la Fiorentina, al minuto 71, ha perso la sua "verginità" nei cartellini gialli (il primo in Serie A, in 56 partite), oltre alla sua “maschera pirandelliana” da “etereo angioletto biondo dagli occhi blu”! Con questo passaggio da bambino a uomo, o meglio, da “difensore” a “Difensore”, il nostro Daniele è diventato finalmente adulto, calcisticamente parlando. Viste le lunghe assenze di Chiellini, sapevamo che sarebbe stato difficile trovare un degno sostituto di un calciatore così fondamentale per noi, invece abbiamo trovato un piccolo grande “soldatino” ben disciplinato che, con la sua correttezza e attenzione, ci ha permesso di vivere sonni tranquilli. Grazie Daniele.
E… come potrei non parlare di “Mr. 100 Milioni”? Beh… che dire… cento milioni sono davvero tanti, con quei soldi si potrebbero comprare degli ottimi giocatori, non v’è dubbio alcuno. Ma, che dire, io mi tengo Paul PogBOOM tutta la vita! Come gioca lui, non gioca nessuno in Serie A (e anche altrove). A proposito, avete visto il suo numero al 64esimo della partita contro la Fiorentina? Come direbbe qualcuno: ‘CCezzionale!
Infine, non posso non dilungarmi su un uomo che, a 38 anni: scrive un nuovo record di imbattibilità (superando Rossi), para l’impossibile per tutta la stagione (sbagliando praticamente mai) e che, contro la Fiorentina, para un rigore inesistente a Kalinic, regalandoci così il quinto scudetto consecutivo AD APRILE. Beh, lasciatemelo dire: il miglior portiere al mondo, di sempre. Per non parlare della sua personalità e della sua indole da leader che hanno dato la scossa alla squadra nel momento in cui ne aveva più bisogno, dando vita alla famosa striscia di risultati utili consecutivi (24 vittorie su 25 partite, fino ad ora).
Altri trascinatori di questa impresa sono ovviamente Evra, la cui storia parla da sé; il soldatino svizzero Lichsteiner, che ha “dato” perfino il cuore per la sua squadra e per i suoi tifosi; Alex Sandro, che dal punto di vista realizzativo (gol e assist), nonostante lo scarso minutaggio, ha dato un contributo significativo alla squadra e che, in futuro, diventerà uno dei migliori esterni al mondo, senz'ombra di dubbio.
Per Concludere, come non spendere due righe per il mitico Simone Padoin? Ad inizio stagione, quando viene chiamato a sostituire i vari Pirlo e Marchisio nel ruolo di regista della squadra, viene preso di mira dalle critiche dei giornali e dei tifosi, ma per il resto, ogni volta che viene chiamato in causa, porta a casa una dignitosissima sufficienza, regalandoci anche la gioia di un gran gol contro il Palermo. Non solo un preziosissimo Jolly (centrocampista esterno, interno, terzino e chi più ne ha più ne metta), ma anche e soprattutto: il nostro preziosissimo Talismano. Che ci serva da lezione la sua esclusione dalla lista Champions: senza di lui, la Juve non vince! Che sia in campo o in panchina. Non ci resta che unirci al coro: #checefregaderonaldonoic’abbiamopadoin!
Tornando alla partita con La Viola, premetto che a nessuno piace subire torti arbitrali, ma la legge degli arbitri purtroppo è uguale per tutti, nel bene e nel male: qualche volta ti favorisce, qualche volta ti sfavorisce. Contro la Fiorentina abbiamo ricevuto sia torti che favori, in equa parità, quindi finiamola con i soliti banali e insensati appellativi (“ladri”). Noi non siamo così disperati da attaccarci a questi errori, il campionato lo abbiamo dominato, umiliando tutte le altre squadre. Perché sì, partire così male e arrivare a +12 da un Napoli fortissimo (e con il Pipita Higuain), significa aver preso in giro tutte le altre squadre. Della serie: “l’importante non è vincere ma partecipare”. Sì, ok, ma noi juventini preferiamo dire: “vincere è l’unica cosa che conta”.
Un saluto particolare va al nostro Principino MC8, lontano dal campo ma vicino col cuore, che non ha tardato a “twettarci” la sua vicinanza subito dopo la partita della consacrazione in terra toscana.
E un ringraziamento particolare va invece alla Maggica Roma, che ci ha permesso di festeggiare in anticipo questo storico ed incredibile scudetto.
"Last but not least", saluto e ringrazio tutti coloro che hanno speso almeno dieci anni della loro vita per leggere questo logorroico sproloquio su quanto sia magica la nostra Juve (altro che Roma)!
Al prossimo scudetto,
Silvia Cipani.
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Silvia Cipani Studentessa Universitaria residente a Gardone Riviera mi occupo del Bologna su Voti-Fanta il mio cuore batte per la Juventus |
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