Portogallo, un'impresa storica. Di I. Brocchieri

La cavalcata degli iberci per la conquista del primo campionato d'Europa nella storia della nazionale portoghese.




Forse questo è l'anno delle favole, forse non accadrà mai più, ma vedere il piccolissimo Leicester e lo sfavoritissimo Portogallo trionfare nelle rispettive competizioni è qualcosa che va oltre il calcio, il sogno che si avvera, basta crederci... Bhe non è sempre così ma questa volta sì, il Portogallo è squadra vera con il suo condottiero Ronaldo almeno sulla carta e, se non sul campo, nello spogliatoio e nell'animo dei suoi compagni, l'allenatore Fernando Santos ha accompagnato un'intera popolazione al sogno, il primo grande trofeo internazionale, per di più in casa degli avversari... Incredibile, ripercorriamo questa cavalcata eccezionale.
Il campionato europeo del Portogallo inizia il 14 Giugno con avversario l'Islanda, un'altra bella storia, ma allora era considerata ancora l'estrema cenerentola del torneo, partita dominata dai rosso-verdi e Nani porta in vantaggio i suoi al 31', sembra tutto troppo facile e infatti Bjarnasson punisce la leggerezza degli avversari e pareggia, l'1-1 si protrae sino al 90', 1 punto difficile da accettare per gli iberici.
La seconda giornata è il match più probante del girone contro l'Austria, partita equilibrata e poi... il rigore per Ronaldo, se segna la qualificazione è praticamente certa e invece il palo nega la gioia, un altro pareggio 0-0 e i tifosi iniziano a tremare.
Quindi Ungheria-Portogallo, Pepe&co. non possono sbagliare, ma partono male e Gera porta in vantaggio i suoi, Ronaldo deve mettere la tuta da supereroe, prima l'assist per Nani dunque la doppietta di cui una rete splendida, di tacco, ma ciò non basta, l'Ungheria pareggia 3-3, c'è il rischio di non passare nemmeno i gironi.
E invece no, i lusitani sono una delle migliori terze e grazie alla dea bendata vengono sorteggiati nella parte del tabellone più "semplice", ma gli ottavi sono tutt'altro che abbordabili c'è il potenziale crack Croazia, partita brutta che si protrae ai supplementari. il contropiede sull'asse Sanches-Nani-Ronaldo-Quaresma porta al passaggio del turno con il gol dell'ex Inter.
I tifosi iniziano a crederci veramente, la critica non è clemente e inveisce contro il gioco brutto e poco "stiloso" del Portogallo, Fernando Santos non si scompone e continua sulla sua strada, questa volta è la Polonia che prova ad ostacolarlo e quasi riesce nel suo intento, l'1-1 firmato Lewandowski, Sanches porta ai rigori, Blaszczykowski sbaglia e Quaresma sigla l'ultimo rigore, sono in semifinale.
Sfida fra due belle realtà, c'è il Galles di Bale e Ramsey a dividere i rosso-verdi dalla finale, ed è forse l'incontro disputato meglio dal Portogallo in tutta la competizione che sbriga la pratica con un netto 2-0, Ronaldo gol e assist ancora una volta, la nazione è al settimo cielo.
E poi la finale, la corazzata di fronte è la Francia padrona di casa, tutto perfino i grandi numeri danno contro i portoghesi, Ronaldo si fa male nei primi minuti ed è costretto ad uscire, la squadra gioca con il cuore e si difende ad oltranza, supplementari ancora una volta, ed ecco l'uomo che non ti aspetti, Eder riceve l'unico pallone giocabile ma è abbastanza lontano dalla porta, nonostante ciò salta Koscielny e prova il tiro della vita. È GOL. Lo stadio esplode da una parte e si gela dall'altra, in patria la gente non ci crede, la partita finisce, Portogallo campione d'Europa per la prima volta. Il sogno si è avverato.


Ivan Brocchieri, esperto Genoa, Brasileirao e pagellista.
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